Con i giusti accorgimenti, la relazione tra anziani e animali è fonte di numerosi benefici sul piano sociale, fisico ed emozionale. È quanto emerso nella prima giornata della Healthy Aging Week 2025, dedicata alle potenzialità del rapporto tra anziani e amici a quattro zampe.
Tanti spunti, una questione di fondo: la relazione uomo-animale e i suoi benefici in età avanzata. Nel workshop della prima giornata della Healthy Aging Week, organizzato da Fondazione Ferrero e VETeris, si sono susseguiti diversi interventi che hanno inquadrato il tema sotto vari punti di vista. Il pomeriggio è stato moderato da Andrea Ungar, presidente e fondatore di VETeris, e Marco Melosi, cofondatore della medesima associazione. Ad una prima parte di carattere più scientifico è seguita una testimonianza particolarmente significativa su un Intervento Assistito con Animali (IAA) avvenuto in Fondazione nei mesi scorsi.
Molti i contributi nella prima parte, che in vario modo hanno sottolineato la centralità delle dinamiche relazionali tra uomo e animale, spesso trampolino per una rinnovata socialità tra le persone coinvolte. Interrogandosi su quale sia l’animale migliore da scegliere per accompagnare un anziano, la dott.ssa Deborah Catalano non ha dato una risposta univoca, ma ha insistito sull’importanza di una scelta consapevole. Uomo e animale sono entrambi individui, ciascuno con i propri bisogni: ogni animale, in base alle proprie caratteristiche, è più o meno adatto alla personalità di ciascuna persona e al contempo è necessario essere pronti a soddisfare le necessità dell’animale che si adotta. “Quando la personalità dell’animale si incontra con quella della persona” ha affermato la dott.ssa Catalano, “avviene la magia dell’incontro: diventa un legame affettivo molto profondo”.
Oltre all’adozione, un’altra possibilità particolarmente significativa sono gli Interventi Assistiti con Animali (IAA), soprattutto in rapporto agli anziani. Ne ha parlato Maria Chiara Catalani, medico veterinario, che si è soffermata sulla peculiarità di questa modalità: rispetto alla pet therapy, che semplicemente prevede la presenza di un animale da compagnia a contatto con i pazienti, gli IAA si progettano studiando a fondo la relazione tra animale e persone coinvolte. Questi interventi, dunque, sono attività che si fondano sui bisogni del fruitore, partendo da obiettivi concreti che si intendono raggiungere. A questo proposito, sono stati citati diversi casi in cui l’intervento con dei cani ha spinto a relazionarsi tra loro in maniera positiva anziani che condividevano spazi comuni, senza però conoscersi realmente.
Proprio l’approfondimento di un IAA condotto in Fondazione Ferrero negli scorsi mesi è stato l’argomento della seconda parte del pomeriggio. La dott.ssa Ilaria Ambrosino e la psicologa e psicoterapeuta Miriam Borra, fondatrice di UAM Umanimalmente, hanno presentato i punti principali dello studio pilota portato avanti in Fondazione: in un ciclo di 12 incontri spalmati su 3 mesi, sette Anziane Ferrero hanno avuto a che fare con un cane maltese, Mirtillo, che hanno imparato a conoscere e a cui si sono affezionate.
I primi incontri si sono focalizzati sui sensi del cane: come vedesse Mirtillo, com’è il gusto dei cani e come differisce la loro alimentazione, come funziona il loro olfatto. Impostando anche delle attività ludiche con il cane, le partecipanti in questa fase hanno sviluppato delle dinamiche positive di collaborazione e, negli incontri successivi, hanno riscoperto la cura di sé a partire dalla cura e dalle attenzioni per Mirtillo. Negli ultimi appuntamenti c’è stata occasione per sperimentare un laboratorio teatrale sulle emozioni (proprie e del cane, con i segnali per riconoscerle), per chiudere con un bel momento di festa finale, in cui ognuna delle partecipanti ha ricevuto un attestato.
Al termine dell’intervento, una delle anziane coinvolte ha raccontato con emozione la propria esperienza, che ha definito “speciale” e arricchente sia dal punto di vista formativo che umano, grazie all’equipe che ha progettato l’intervento e a Mirtillo (in foto), “maestro silenzioso, capace di farci comprendere quanta fiducia e quanto amore possa esserci nel rapporto cane-persona”.